11/11/2009
Voglia di cioccolata
A me la cioccolata non piace. Non è mai piaciuta particolarmente.
Sin da bambina quando ci davano a scuola in mensa il budino al cioccolato, ricordo che lo prendevo più che altro per golosità, ne mangiavo un cucchiaio, forse due. Lo paciugavo un po' e poi lo lasciavo. Idem con il gelato al cioccolato: mi fa veramente schifo, anche se non permetto a Teo di dire di un cibo che fa schifo per rispetto a chi non ne ha. Ma proprio mi fa orrore!
Quando dico che la Nutella in casa mia fa la muffa, la gente mi guarda come se avessi due teste! Ebbé.. che devo dire?Al massimo ne tollero un cucchiaio spalmato finissimo su una bella fetta di pane rustico. Ma poi... rimane nello stipetto della cucina, si solidifica e.. va a male.
Allora preferisco un piccolo, minuscolo quadretto di cioccolato fondente al 90%, senza latte, di ottima qualità. Preferisco pagare un po' di più, cercare un prodotto meno commerciale ma senza troppe schifezze dentro e me lo gusto. Sempre e rigorosamente con un pezzo di pane.
Per la prima volta in vita mia mangio volentieri il cioccolato. Lo cerco. Lo pregusto nella mia testa e poi me lo godo.
Per il resto... la vita scorre più o meno allo stesso modo.
Fortunatamente in un momento economico decisamente difficile il lavoro non manca. Un po' per fortuna, un po' per bravura, per il lavoro fatto soprattutto da chi ha creato la struttura che mi ha accolto cinque anni fa negli ultimi dieci/dodici anni: ci sono giorni che non riesco a stare dietro a tutte le cose che dovrei fare, mi passano veloci, arriva sera e neanche me ne accorgo!
Ale è convalescente a casa, reduce da una operazione al menisco, stampellato e relegato a casa, più che altro a divano/poltrona e letto. Quindi tutto è sulle mie spalle e devo giostrarmi tra tutte le cose da fare in casa con il mio panciotto che inizia ad essere ben evidente e ingombrante. Mi dà molto fastidio non essere autonoma, non potere fare tutto quello che vorrei: ieri ho dovuto dividermi la spesa, metà l'ho lasciata in auto perchè sarebbe stato uno sforzo troppo grande portare su tutto quanto e dato che c'erano cose che non servivano nell'immediato, sono rimaste nel cofano e le porterò su un po' alla volta nei prossimi giorni. Anche in casa.. faccio una cosa ma poi sento che devo sedermi e prendere fiato. Per fortuna questo week end Teo era con il papà quindi non ho dovuto preoccuparmi di lui, almeno quello. Ora la roba che avevo preparato per essere stirata se ne sta in camera, in attesa. Non ce la faccio, sento che oggi sarebbe troppo e non voglio sbattermi inutilmente anche in vista della settimana che mi aspetta e che inizia domani mattina.
Un misto di sensazioni e pensieri che non riesco a dipanare.
La settimana scorsa ho finalmente incontrato la figlia di Fat Cat. E' una storia lunga, che va indietro di oltre 20 anni in un altro continente. Io conosco Fat Cat dal maggio del 1990, quando mi innamorai di lui e del suo modo di guardarmi, di cantare, di ridere.. Trascorremmo una bella estate tra diversi locali in cui suonava e il suo appartamento in Rue Pairolière e lui mi raccontò di questa bambina di cui da alcuni anni non sapeva più nulla perchè la madre aveva deciso di portarla via. Ricordo una sera, ad inizio settembre, in cui suonava ad Arma al Papagayo, locale in cui ci eravamo conosciuti. Dopo una canzone, non ricordo quale, lo vidi camminare verso la porta ed uscire. Piangeva, non ce la faceva. Capii dopo che quel giorno era il compleanno della piccola e quella canzone l'aveva dedicata a lei. In questi ultimi 19 anni sono accadute tante cose. Noi siamo diventati Amici, una amicizia forte e profonda che va semplicemente "oltre" e che non so neanche io spiegare. Lui si è sposato ed ha avuto altri due figli, un bimbo e una bimba. Io mi sono sposata, ho avuto Teo, ho divorziato, ho incontrato Ale... Ma io e lui siamo sempre qui, uno di fronte all'altra, uno dentro l'altra come mai prima. Quest'estate Emily mi dice che forse ha trovato sua figlia... è così. Attraverso MySpace l'ha trovata, l'ha contattata, lei ha aperto una porta e lui ad agosto era sconvolto, era confuso, non l'avevo mai visto stare in quel modo. Ero seriamente preoccupata per lui. Tre settimane fa, mentre montavamo un armadio comprato il giorno prima all'Ikea, ricevo prima un sms e poi una chiamata: l'ha trovata, hanno parlato, lui le ha mandato i soldi per il passaporto, per il biglietto aereo... E il 15 ottobre lei è atterrata a Nizza e si sono finalmente guardati negli occhi, dopo tanti anni. Mentre mi raccontava come l'aveva ritrovata io ero seduta sui gradini di casa e non riuscivo a non piangere mentre lui mi diceva che lei gli aveva detto "Io credevo che a te non importasse di me...". Ma io l'ho visto con i miei occhi, l'ho sentito con il cuore, ho percepito il suo dolore, ho visto il vuoto che quella bimba aveva lasciato dentro di lui e che nulla avrebbe potuto colmare. "Are you crying?" mi ha chiesto. Si, sto piangendo. Perchè io so. E se non ti dovesse credere... glielo dico io quanto era forte il tuo dolore, glielo dico io quanto ti importava di lei.
Non ce ne è stato bisogno. Ci siamo trovati da Andrea, al solito posto, dove se no? Una bella serata intorno al tavolo, come se ci conoscessimo da anni. Il sorriso è lo stesso, lei è molto dolce ed io percepisco in lui una nota diversa, uno sguardo che non vedevo da tempo. Sono felice, immensamente felice per lui perchè lei è il pezzo del puzzle che mancava alla sua vita. Lei è la risposta a tanti perchè. Lei è.... la sua piccola che aveva lasciato un vuoto incolmabile e che ora forse può smettere di ingoiare la voglia di vivere di quest'uomo che ha passato gli ultimi anni a farsi domande che purtroppo non hanno risposta.
Altre cose succedono: mia cugina è incinta anche lei! Io ci speravo da tempo, speravo che il matrimonio con Sandro e la nuova vita potessero farla trovare il coraggio di riprovare. E così è stato e quando mia madre mi ha dato la notizia per telefono sono stata tanto felice per lei! Abbiamo poche settimane di differenza e anche il suo è un maschietto. Come dice mia mamma, io e lei ci passiamo si e no sei mesi, è bello che ora questi due bimbi nascano insieme, a poca distanza l'uno dall'altro.
E' un momento di grazia, veramente. Ho quasi paura a dirlo, a scriverlo. Ma sto bene, fisicamente e di testa. L'altro giorno ci pensavo.. molto diversa questa gravidanza dalla prima, sotto molti punti di vista. La gente mi chiede quando vado in maternità e io rispondo che semplicemente non ci vado perchè non ce l'ho, la maternità. Ma sono contenta, alla fine, perchè mi sento motivata, mi sento di continuare a lavorare anche se mi rendo conto che ora che entro nel terzo trimestre devo rallentare i ritmi. Alla sera, dopo le 5... sento il bisogno di sedermi, di allungarmi, non riesco a tirare dritta come facevo fino a pochi giorni fa! Ma va bene.. fa parte del gioco. In ufficio Marcello sta predisponendo tutto per l'arrivo di Adriano: motorizziamo la serranda così arrivo e tiro su con il telecomando, mettiamo la climatizzazione così quando nasce posso portarlo in ufficio e se ne sta al caldo. Attrezzeremo un "lavaculo" come lo chiama lui.. ovvero un angolo con il fasciatoio. Et voilà! Io mi alzo al mattino e sono contenta di continuare ad andare a lavorare e ricordo più di una volta, durante la precedente gravidanza quando ero dipendente in un ufficio gestito da persone con la mente "a cassetti", di vedute limitatissime, in cui mi sono alzata magari con la pressione un po' bassa o con poca energia, darmi malata e rimanere tra le coperte. Non mi è mai successo e non è un caso.
E infine... è forse una delle pochissime volte in vita mia in cui mi guardo e mi riconosco e mi piaccio e mi vedo veramente bene.
Se solo mi avessero detto prima che una gravidanza a 38 anni mi avrebbe fatto sentire così forte, motivata e invincibile... non avrei avuto tutte le paure che invece mi sono tenuta dentro per tanto tempo!
Questo bimbo non è ancora nato e fa già cose grandi.
23:42
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22/09/2009
Pony Boy
Stasera stavo bene. Dopo una buona giornata avevo l'incontro di studio e quando sono uscita, sono salita in macchina ed ho tirato fuori l'ipod dalla borsa. L'ho attaccato alla radio ed ho fatto andare la riproduzione casuale. Mi piace guidare di sera, c'è poco traffico. Mi piace ascoltare la mia musica e cantare sulla via di casa. Mi rilassa, mi allarga il cuore, mi fa sentire bene.
Ad un certo punto il lettore ha selezionato Pony Boy, di Springsteen. E' una canzone bellissima, di qualche anno fa. Di un album che amo molto cantare. Solo lui e la sua chitarra. E Patti nelle ultime strofe che canta con lui. Dice più o meno così:
| PONY BOY
Ride with me ride with me O'er the hills and through the trees Down into the valley deep | CAVALLINO Cavallino cavallino |
(tratto da Loose-Ends.it)
La cantavo a Matteo quando era piccolo, quando lo mettevo nel lettino e mi guardava con i suoi occhioni, aspettando il bacio della buonanotte.
E' iniziata la musica ed ho sorriso, pensando al calcio che mi aveva dato poche ore prima. Il primo avvertito in maniera netta e precisa. Ho iniziato a cantare, pensando a come è bello sentirlo muovere, al miracolo che è veramente la vita, a come le cose incredibilmente vanno avanti, senza fermarsi. Al privilegio che è diventare Madre. Per la prima volta ho sentito la voglia di stringerlo a me, senza più paura di perderlo, senza dubbi. E lui ha risposto, facendo una capriola, come a dire "Si Mamma, anche io non vedo l'ora".
Ho guidato fino a casa piangendo come una stupida e cantando la ninna nanna al mio bimbo.
23:52
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06/09/2009
Voglia di autunno
Finalmente si dorme bene. La temperatura si è abbassata, anche se di poco; il colore del cielo è diverso, non c'é più quella odiosa cappa di afa e anche il mare ha colori diversi anche se deve essere ancora piacevole fare il bagno. Di notte non fa più quel caldo che ti toglie il fiato, che bagna il cuscino, che ti appiccica i capelli alla fronte e ti fa girare nel letto spazientita.
E' stata una estate lunga, pesante. Principalmente per il caldo che mi ha tagliato le gambe e certi giorni mi ha veramente inchiodato al letto con la pressione bassa. Lottavo per tirarmi su e andare in ufficio. Passavo i pomeriggi a ciucciare liquerizia per alzarmi la pressione in maniera naturale e a bere litri d'acqua. Ho lavorato fino quasi a metà agosto e poi ho staccato totalmente per tre settimane: ne avevo bisogno davvero. La prima settimana l'abbiamo passata con Chiara Mario e Ettore che sono venuti a trovarci e con cui abbiamo trascorso dei giorni veramente sereni, in giro per la Costa Azzurra tra piccoli villaggi in entroterra e mare, a fare il bagno e vedere balene e delfini. Di nuovo, come due anni fa, dividere casa e tempo con Chiara e Mario è stato naturale e bello e sinceramente non mi ha meravigliato questa cosa. Quando anni fa feci una vacanza a Parigi con un'altra coppia fu un'esperienza fallimentare, sebbene si trattasse di persone con cui normalmente il mio ex marito ed io dividevamo il nostro tempo libero, che conoscevamo bene, con cui mangiavamo quasi tutti i sabati sera e a volte anche la domenica. Ho incontrato Chiara e Mario si e no una decina di volte, principalmente quando saliamo a Belluno che facciamo tappa a Vicenza per un pranzo con loro. Quando poi è morto Arduino (ma anche quando si è ammalato, l'estate scorsa), non ci hanno pensato su due volte e sono saltati in macchina per venire a Belluno e starci vicino. Esserci con una presenza discreta ma calda e affettuosa. L'ho detto a Chiara l'altro giorno: ho aperto loro le porte di casa mia cercando di farli sentire a casa loro. Potevano fare quello che volevano, li ho fatti dormire nel mio letto, ho dato loro la mia camera e le chiavi di casa. Mi ha insegnato Antonella, che quando mi ospita da lei a Dublino mi dà persino una scheda telefonica irlandese per poterla contattare liberamente senza spendere tanto in roaming quando vado a zonzo per la città mentre lei lavora! Mi fa sentire a casa mia, libera di fare o non fare le cose, di girare scalza per casa e aprire il frigo se ho voglia di una birra. E' stata una bella vacanza. Quando se ne sono tornati a Vicenza, abbiamo fatto una parte di strada insieme e siamo saliti a Belluno. Non posso dire che siano stati cinque giorni altrettanto belli e rilassanti, sinceramente. L'atmosfera sempre tesa e da "agguato" mi ha fatto stare male, soprattutto dopo, quando sono ritornata a casa. Ora mi sono un po' disintossicata, ho preso le distanze. Ma ho messo le cose in chiaro: io un'altra volta così non ci vado. O si mettono le cose in chiaro e cambia atteggiamento, oppure io me ne sto a casa. Soprattutto perchè a mio parere i suoi tentativi morbosi di "conciliazione" e di "recupero" a mio parere sono assolutamente interessati e falsi e non si comporterebbe così se non fosse in arrivo un bimbo. Ora non ho intenzione di sentirla, non ho nulla da dirle. Se fosse così preoccupata, in questi giorni si sarebbe fatta sentire. Sapeva che avevo l'amniocentesi. Invece il telefono non ha squillato ma non ne sono delusa, è una semplice constatazione. Non mi aspettavo niente altro. Quando telefonerà (perchè lo farà.. se non sono io a dire a suo figlio di chiamarla, lui difficilmente la chiama spontaneamente) io starò dormendo. E se chiamerà sul mio cellulare... eh, la sera Ale toglie la suoneria perchè è stanca e vuole riposare.
Ho ripreso a lavorare lunedi scorso con ritmi veloci ma non pesanti. Marcello mi ha detto subito di cercare di organizzarmi in modo da lavorare meno e meglio. Ho dovuto fermarmi subito perchè giovedi avevo l'amnio e sono tutt'ora a riposo. Mi sembra di stare in clausura, di essere inferma! I miei uomini mi aiutano tanto in casa ed io ho veramente poco da fare. Domani tornerò attiva, con molta calma, ma per lo meno torno in ufficio e non sto a ciondolare per casa ad aspettare che il tempo passi!
Per il momento è tutto diverso rispetto a quando aspettavo Matteo. Chiara dice che è soprattutto perchè sono diversa io e forse ha ragione. Ero molto incazzata, a pensarci bene. Al di là del fatto che già al primo mese avevo messo su più di tre chili e in capo a nove mesi sono arrivata a trenta! Ero veramente enorme ed ero bruttina davvero, sbattutissima. Ieri sono andata da mia madre e sono salita sulla sua bilancia (perché la mia ha deciso che non devo pesarmi e non funziona più!) e con mia grande sorpresa ho visto che i due kg che avevo messo su durante le ferie sono spariti...! Quindi sono praticamente a quota +0 dopo 17 settimane e sono veramente felice! Anche perchè non mi va più niente ed ho dovuto comprarmi qualcosa di morbido perchè neanche i pantaloni a vita bassa che avevo ormai mi stanno più: mi segnano troppo. Proprio vero che ogni gravidanza è a sé: io temevo molto perchè non sono più una ragazzina e credevo che essendo 10 anni più vecchia la gravidanza sarebbe stata più "dura" fisicamente parlando. Ma per ora sembra non essere così! Mi sento più in forma, complice anche il caldo che se ne sta andando e sono positiva. Ora aspetto solo la visita di settimana prossima per verificare che il dopo-amnio sia passato indenne. E spero che i risultati dell'esame siano positivi e che Alien stia bene. Per ora non si sente ancora bene. Lo sento io, pochissimo, perchè riconosco il battito d'ali... L'altra sera ero sdraiata sul divano, ferma su un fianco da un po'. Ho alzato un braccio per togliermi la pinza dai capelli e Pum! Subito mi sono spaventata, mi sembrava si fosse rotto qualcosa dentro ma poi ho capito che era Alien che scalciava, forse la posizione ha favorito la sensazione :) In questi due giorni sono stata quasi sempre sul letto o sul divano e sentivo che cambiava posizione, sentivo la pancia più dura da una parte piuttosto che dall'altra, sento a volte che dentro succede qualcosa ma mi sa che devo aspettare ancora un po' prima di avvertire i movimenti netti. La scorsa eco, a inizio Agosto, è stata una esperienza: io non mi aspettavo di vederlo così bene così presto! In effetti da quando aspettavo Teo sono passati 10 anni e le macchine sono più potenti. Lucia ha appoggiato la sonda e subito si è visto a pieno schermo! La testona era ancora sproporzionata ma la codina non c'era più! Cazzo, lì dentro c'é proprio un bimbo! Non sentendolo ancora, vederlo è stato emozionante. Per me ma soprattutto per Ale che, introverso come è, aveva gli occhi che parlavano e che esprimevano tutta la gioia che non sa dire. Io in fondo ho già vissuto l'esperienza anche se non è meno emozionante. Ma per lui è tutto nuovo! Ho detto a Lucia di spiegargli bene cosa c'era sullo schermo perchè lui dice sempre che le eco non le capisce (gli ho fatto vedere le foto di Teo): testina, manine, piedini, spina dorsale.. ecco il cuoricino, vedi che batte? Gli ho detto di venire più vicino, che vedeva meglio. E quando si è sporto sopra di me Alien ha alzato una manina ed ha aperto le dita in maniera netta. E lui, emozionato "Fa ciao a papà". Ho avuto la stessa sensazione, ho pensato la stessa cosa. Ha passato la serata con un sorriso ebete sulla faccia, non l'ho mai visto così :)
Teo è contento come una Pasqua. Una sera abbiamo deciso di dirglielo e allora Ale ha iniziato prendendola da lontano. Eh, dobbiamo mettere in ordine la tua camera. Dobbiamo mettere via un po' di roba, fare spazio. C'è bisogno di spazio... ma lui non capiva. Alla fine, dopo almeno dieci minuti di tira e molla, Teo fa "Ma mi vuoi dire che la mamma è incinta?" e Ale "si". Beh, spiazzando entrambi, Teo si è buttato al collo di Ale e lo ha abbracciato, lui che rifugge il contatto troppo fisico con Ale (è un uomo e non è suo padre, non è tanto per le smancerie con lui). Non lo lasciava e lo stringeva alle spalle, nascondendo il viso e quasi "cullandolo". Ale era sbalordito quanto me dalla reazione, io stavo zitta e sorridevo. Ale ad un certo punto gli dice "Ma alla mamma non dici niente?" e lui, stupendoci ulteriormente "Ma la mamma è già mamma, tu no, per te è la prima volta che diventi papà!". Aveva gli occhi lucidi, era veramente commosso il mio ragnetto. Spera in una bambina, vorrebbe una sorellina. Il fratellino Gabriele già lo ha, ora vorrebbe una bimba. Veramente per la bimba ci sono anche il papà (che tifa rosa sin da quando ci conoscemmo e mi disse che lui avrà una figlia perchè le bimbe sono più attaccate ai papà), la zia Romina (che la chiama la mia nipotina), la zia Chiara e Rosalba, la fidanzata dello zio Riccardo (altro grosso cambiamento in famiglia che mi riempie di gioia!) che mi ha già portato la culla, mi darà la carrozzina e, se appunto sarà una bimba, ha un sacco di roba da darmi! Io non ci penso, non spero in niente perchè tanto so che non dipende da me e va bene qualsiasi cosa sia.
Per ora mi godo il mio tempo, a mano a mano che arriva.
19:56
Scritto da : cappa gmail
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03/07/2009
A kind of magic

Pesci (19 febbraio - 20 marzo)
Ecco alcune definizioni di “magia” secondo lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke.
1) Evento misterioso che apparentemente sfida le leggi della scienza.
2) Cambiamento improvviso di stato mentale.
3) Successo sorprendente che supera ogni aspettativa.
4) Qualcosa che funziona, anche se nessuno sa il perché.
5) Impossibile che diventa possibile.
6) Qualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.
Io vorrei aggiungerne un’altra: 7) Fattore predominante nella vita dei Pesci dal 1 al 20 luglio 2009.
Matteo è stato promosso. Con una pagella da sogno. Bellissima, voti altissimi e giudizio finale da migliore della classe insieme a Martina. L'anno prossimo, quindi, va in quinta. Sono molto fiera di lui, non solo per i voti. Che poi.. lasciano il tempo che trovano. Ma perchè è sbocciato, si esprime e dà il meglio di se stesso. Gli piace la scuola, è un bambino curioso e intelligente, che sa usare le informazioni che incamera con le lezioni e le usa interdisciplinariamente. Le maestre si sono prodotte in una serie di complimenti pazzeschi, io non sapevo che dire. Ero l'ultima, mi hanno aspettato e così abbiamo avuto un'ora e mezza per chiacchierare, non solo di Teo. La classe non è affollatissima ma viene fuori che sono quasi tutti bambini con problemi, tristi o pieni di dubbi e paure. Con dei genitori che litigano, che non si parlano, che non parlano con i loro figli, che li piazzano davanti alla tv o al nintendo e si fanno i cazzi loro. C'é stata la giornata dei diritti del fanciullo e le maestre hanno spiegato loro il significato di questa cosa e poi hanno fatto scrivere ai bimbi dei pensieri su dei bigliettini. Matteo è stato l'unico bambino che ha scritto qualcosa del tipo "Io non ho problemi, sono felice con la famiglia che ho". La maestra ci ha parlato e lui le ha detto che si, quando mamma e papà si sono separati lui ci ha sofferto (aveva tre anni e mezzo) e si è un po' arrabbiato perchè non glielo abbiamo detto subito (aveva tre anni e mezzo ed io credevo che in realtà non potesse capire la situazione!!!) ma ora è tutto passato ed è felice della sua grande famiglia, di mamma e papà e rispettivi compagni e di suo fratellino.
Ecco, questo è il mio capolavoro. Questa per me è stata una grande, impagabile vittoria.
Veramente questa magia è già iniziata da qualche settimana. O forse, oserei dire, da alcuni mesi.
Tante piccole e grandi cose, piccoli tasselli che prendono il loro posto nel puzzle che è la mia vita e stanno formando un bellissimo disegno.
Io ci metto del mio, eh. Non è che le cose accadano così... per caso. Mi faccio il culo, diciamolo pure. Perchè il caso non esiste.
Se consideriamo le difficoltà che incontriamo come sfortuna o fortuna dipende da quanta determinazione abbiamo, dal nostro atteggiamento o dallo stato vitale. Con il coraggio possiamo condurre una vita divertente. Riusciremo a sviluppare un io di una solidità tale che potremo pensare alle prove della vita con un profondo senso di gioia: “Forza ostacoli! Vi stavo aspettando! Questa è l’occasione che attendevo!”
Daisaku Ikeda
22:53
Scritto da : cappa gmail
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17/06/2009
Pot Pourri Estivo
Che dal titolo potrebbe sembrare una schifezza ma chi se ne frega?
Un sacco di cose successe, in caldo, che succederanno a breve, che stanno succedendo. Fatico a starci dietro, a volte. Da una parte mi dico è meglio, così non mi accorgo della fatica. Mi guardo indietro e dico.. cazzarola.. è già mercoledì sera?
L'ultimo week end è stato molto bello, intenso. Siamo partiti giovedi mattina all'alba alla volta di Vicenza, per assistere al matrimonio dei Bulleghinghi ovvero Mario e Chiara. Una cosa semplice, pochissimi parenti ed amici per una cerimonia in Comune e un piccolo rinfresco in un locale lì vicino. L'ho apprezzato molto perchè forse è stato uno dei pochissimi matrimoni celebrati per la vera volontà di dire al mondo "Siamo una cosa sola", voluto e desiderato. Se mi guardo indietro, il mio non è stato così e a occhio e croce direi che tantissimi dei matrimoni a cui ho partecipato non lo sono stati. Niente sfarzi, niente pompa magna, niente frizzi e lazzi, niente bomboniere inutili, pranzi con mille persone che non conosci neanche e che hai invitato perchè "dovevi" e "non potevi non invitarli". Esserci era importante ed emozionante per me perchè ho assistito alla nascita di questo Amore sin dai primi passi, essendo all'epoca amica di entrambi "a distanza" (ovvero via internet/telefono). Ci ho ripensato ed ho sorriso. Con Chiara è iniziato tutto in un forum, in maniera naturale. Ci siamo semplicemente riconosciute in mezzo a tanti altri utenti, ci siamo avvicinate naturalmente l'una all'altra e ci siamo raccontate le nostre vite, scoprendo nell'altra un po' di noi stesse. Con Mario invece è stato diverso.. sempre sullo stesso forum, lui era un gran cazzeggiatore con fama di tombeur de femmes (o almeno quello voleva far credere) e provolone. Abbiamo iniziato a stuzzicarci, io stavo al gioco (mi piace scherzare sul filo del rasoio quando trovo persone che sanno farlo in maniera pulita e onesta) e ci scambiavamo decine e decine di messaggi ogni giorno. Poi siamo passati al telefono e ricordo conversazioni notturne lunghissime in cui mi raccontava di questa donna di cui era così innamorato e che gli aveva fatto mettere la testa a posto. Nei cinque anni successivi, Chiara si è trasferita a Vicenza con Mario ed ha ricostruito la sua vita: ora hanno una deliziosa casetta fuori dal centro con un piccolo giardino, una cagnolina di nome Diana che sembra disegnata, un bambino di nome Ettore che è bello come un Putto, intelligentissimo e simpaticissimo. E hanno deciso che sposarsi era la cosa che mancava alla loro bellissima vita. E come dicevo.. un matrimonio celebrato "per loro stessi" a cui ho partecipato in qualità di testimone della sposa, cosa che mi ha riempito di orgoglio e di gioia. E adesso se la stanno spassando in Jamaica!
Il giorno dopo ci siamo alzati con comodo e siamo andati tutti, noi tre e la nuova Famiglia Bulleghinga insieme a Cristina, la sorella di Chiara, a Gardaland. Pensavo che, essendo venerdi e quindi non proprio week end, ci sarebbe stata meno gente. E in effetti Cristina mi ha detto che non c'era tanta gente... Sono decisamente diventata allergica ai posti affollati, la gente che ti spintona, le code chilometriche. Però è stata una bella giornata, io e Teo abbiamo fatto un sacco di cose insieme incluso le montagne russe e ci siamo divertiti un sacco. Ho anche perso la voce da tanto che ho urlato, il giorno dopo ero afona (per la gioia di Ale).
Lunedi mattina sono tornata alla solita realtà di tutti i giorni ma ero bella pimpante dato che domenica ho praticamente dormito 18 ore su 24. In effetti la mia intenzione era di andare al mare ma.. il materasso ha avuto la meglio! Si stava così bene in camera, nella penombra, al fresco.. chi me lo faceva fare di andare su una spiaggia assolata a sudare come una bestia con i ragazzini che schizzano, corrono, urlano e rompono le palle? Ecco.. quando penso queste cose mi rendo proprio conto che ho sviluppato una forte asocialità negli ultimi anni. E non mi dispiace neppure. Spero non sia grave.
Ho un sacco di progetti per i prossimi mesi a parte quelli lavorativi (mi sono posta degli obiettivi raggiungibili ma veramente tosti), ho intenzione di mettere mano a un po' di cosine in casa (sempre per la gioia di Ale) tipo porte e finestre piuttosto che alcuni pezzi del mobilio e giardino e terrazza (ma per questi ultimi progetti ho intenzione di sfruttare le svendite di fine stagione quando si risparmia anche il 50% che non sono bruscolini se parliamo di gazebo e mobili di legno per esterni che costano un botto).
Teo ha ricevuto la cintura gialla: era fierissimo e felice. Non so se era più felice per il risultato conseguito o per la pizza che ne è seguita, insieme a suo padre, Romina e suo fratellino Gabriele. Per me è stato un grande, grandissimo traguardo: abbiamo passato una bellissima serata spensierata, a ridere e scherzare. Ad un certo punto piangevo dal ridere, avevo male agli addominali e pensavo che alla fine.. tutto è cambiato ma siamo stati bravi a non cambiare noi e ci siamo ritrovati di nuovo seduti attorno ad un tavolo, insieme. L'ultima volta che era accaduto era una sera di fine giugno, alcuni anni fa. Eravamo noi tre, in pizzeria, dalla filodiffusione Battisti cantava "..lo scopriremo solo vivendo.." ed io pensavo "ma che cazzo ci sto a fare qui... a questo tavolo.. in questa vita che non è una vita??". Il resto è storia.
Nel frattempo l'adrenalina sale ed io sono sempre più eccitata.
Tante cose, troppe cose. No dai.. non troppe. Solo.. molto impegnative dal punto di vista emozionale. Sono come in un vortice, che gira e gira e gira.. ed io non posso uscire da questo vortice e del resto neanche voglio uscire!
Ho un bel presentimento. Magari mi sbaglio, ma "me la sento bene".
23:39
Scritto da : cappa gmail
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