29/03/2009
Da grande
Luogo: La cucina di casa nostra
Protagonisti: Io e Ale
Quando: Domenica mattina
Prologo:
E' cambiata l'ora stanotte.. dopo una settimana incasinatissima, ieri sera ero nel letto alle 11. Mi sono detta.. mi sistemo bene, mi rilasso un po' e mi guardo The Wrestler sul pc. Detto fatto... Avvio il file con il GomPlayer e... porca di quella eva.... un porno!!! Ma dico... e va bene che se cerchi "Grande Grosso e Verdone" più che un porno poi non può essere... ma... The Wrestler????
Vabbé... dopo un po' di cazzeggio in rete e quattro piacevolissime chiacchiere, spengo la luce e cado quasi all'istante in un sonno pesantissimo.
Stamattina, alzarsi è difficile. Ale si alza per vedere il GP ed io mi giro dall'altra parte. Teo non si sente.. le gatte neppure. Risultato: mi tiro su dal letto a mezzogiorno. Ne avevo decisamente bisogno, sto molto meglio di ieri sera che mi sentivo un catorcio.
Mentre apro gli sportelli in cucina e decido cosa preparare per il pranzo, accendo la tv e sintonizzo su Sex and the City.
Non ho visto la serie quando fu programmata su la7 ed era un fenomeno tv. La sto vedendo ora, sul canale Fox del satellite. A episodi alterni, dato che come sempre danno le varie serie insieme, ad orari alterni. Vabbé.. oggi Samantha era incazzosa perchè i trans che battevano sotto casa
sua
di notte facevano casino e lei non poteva concentrarsi per raggiungere il suo sacrosanto orgasmo. Alla fine, dopo la battaglia, ha capito che per poterli combattere avrebbe dovuto allearsi e non prenderli a secchiate d'acqua.
Guardando le ultime scene, ho detto ad Ale che passava lì vicino a me "Da grande oltre ad essere come Karen (di Will & Grace, il mio mito) voglio essere come Samantha!"
Lui mi ha guardato serio con i suoi occhioni verdi e mi fa "Alcoolizzata e ninfomane???"
Ci ho riflettuto un po'...
Veramente intendevo dire cattiva e manipolatrice. E poi.. l'alcool fa ingrassare.
19:50
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22/03/2009
Obiettivamente
00:39
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18/03/2009
Piselli e Presagi
Quando: ieri sera a cena
Dove: a casa, in cucina
Protagonisti: io, Ale e Teo
Dopo una giornatona piena di tante cose, finalmente recupero i miei uomini e torno a casa. Chiudiamo la porta che sono le otto passate. Bisogna cambiarsi e mettere su cena. Avevo già il sugo pronto dalla sera prima, ho messo qualcosa in forno ed ho aperto una scatola di pisellini finissimi, ho fatto un soffritto veloce di cipolla e li ho passati in tegame.
Finalmente ci sediamo a tavola e quando Teo vede che di contorno ci sono i piselli, borbotta "Uff.. non mi piacciono i piselli..". Lo sa che detesto certe lamentele circa il menu... soprattutto le verdure si mangiano e basta. A me non piacciono gli spinaci ma glieli faccio lo stesso, tappandomi il naso che solo l'odore mi provoca conati di vomito. Ogni tanto, faccio i piselli e lui sa che si mangia quello che c'è nel piatto, anche se storge il naso. Al che, Ale gli dice che i gusti si cambiano e che probabilmente quando sarà grande i piselli gli piaceranno. Ed io non mi faccio scappare l'occasione per raccontare che quando ero all'asilo, un giorno, in mensa, io mi alzai dal mio posto ed andai dritta nella cucina (all'epoca non c'erano le ditte di catering ma le cuoche che cucinavano cose buone nelle pentole!). Trovai la mia cuoca preferita, Olimpia, e le dissi "Sai cuoca, io non posso mangiare i piselli perchè sono allergica!". Fui molto convincente, credo. Perchè non mi furono dati i piselli per un po'. Finché la cuoca o la maestra non beccarono mia madre e le chiesero come mai non avesse detto loro che ero allergica ai piselli...
Mentre Ale metteva in bocca una forchetta, se ne esce con "Si, alla mamma ora piacciono i piselli". Non posso fare altro che scoppiare in una sonora risata che quasi mi strozza. E Teo che fa? Bontà sua, la bocca dell'innocenza se ne esce con "Io lo so, quando sarò grande i piselli non mi piaceranno". A 'sto giro quasi si strozza Ale.
Stasera sono arrivata a casa di nuovo tardi. Stanca. Ho messo su la pentola per la pasta, dato le istruzioni agli uomini circa cosa fare per la cena e mi sono fiondata in doccia. Ne avevo bisogno, mi ha rimesso al mondo. Stavo frizionando i capelli con la spugna quando il mio sguardo si è posato sul bicchiere rosa dove tengo i dischetti di ovatta per struccarmi. Ho guardato bene.. una coccinella! L'ho fatta salire sul mio dito ed ho aperto la finestra. Non voleva scendere ed io non volevo farle male.
Un buon presagio, decisamente.
23:46
Scritto da : cappa gmail
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17/03/2009
Watch out!
Pesci (19 febbraio - 20 marzo)
Nelle ultime settimane sei arrivato molto vicino a un perfetto trionfo. Per quanto ne so, hai mancato per un pelo l'estasi totale e il successo travolgente. Se anche nei prossimi giorni non vorrai arrivare fino in fondo per non tradire la tua paura del successo, tira immediatamente il freno. Ma ti avverto: non so per quanto tempo potrai resistere alle pressioni del cosmo, che ti sta spingendo verso una vittoria sfacciata.
Mumble mumble... Beh, caro Brezsny... non so neanche io per quanto tempo potrò resistere alle pressioni del cosmo!!
22:04
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16/03/2009
Avevo dimenticato Cours Saleya
Oggi fa davvero caldo.
C'é un vento forte, insistente e caldo che fischia sopra il tetto. Ha liberato completamente il cielo da ogni nube, solo il mare è increspato.
Il week end è stato rinfrancante e, tutto sommato, rilassante. Venerdì sono arrivati Simone e Gianna, la sorella piccola di Ale, per il week end. Già alcuni mesi fa volevano venire in visita ma era un momentaccio per me, non me la sentivo di avere gente per casa, non sarei stata di grande compagnia e, a dirla tutta, non volevo vedere proprio nessuno che non fosse strettamente necessario. Così sabato siamo montati tutti in macchina alla volta di Nizza e poi, sul ritorno, Montecarlo. Il tempo era accettabile e ci siamo goduti la gita. Vieux Nice è sempre splendida, io la adoro. Un po' perchè è proprio bella, caratteristica, con i suoi vicoli stretti, i negozi provenzali e le botteghe di ogni tipo. E un po' perchè mi riporta indietro di parecchi anni, quando Fat Cat abitava in rue Pairolière ed io andavo a trovarlo. Camminando per le viuzze che conosco abbastanza bene, ci siamo infatti ritrovati proprio davanti a quel portone che avevo varcato così tante volte, al numero 29, e che invece non ricordavo affatto. Mi ha fatto piacere tornarci.
Ci siamo fermati a mangiare in una piazzetta dove c'è il "Lou Pilha Leva" che in nizzardo sta per "prendi e porta via", una specie di take away tipico dove puoi mangiare dalla Pissaladière (una specie di pizza francese, spessa e carica di condimento) alle frittelle di verdure alla insalata nizzarda. E poi abbiamo continuato il nostro tour, per negozietti aperti tutto il giorno e stradine affollate. Ad un certo punto eravamo dietro al Palais de la Prefecture ed io ho svoltato a destra, senza pensarci. Ci siamo ritrovati nella piazzetta del mercato, di fronte a "Les trois diables", una specie di pub aperto la notte. Stavano ormai sbaraccando i banchi del mercato ma i ristorantini sui lati della piazza erano in pieno fermento. Ci siamo incamminati, curiosando qua e là. Gianna mi ha preso e mi ha trascinato in un bellissimo negozietto di brocante, con oggetti di ogni tipo, vecchi di chissà quanti anni, a curiosare. Una bellissima voce ha intonato una canzone di Sinatra, accompagnata da un contrabbasso ed ha attirato la mia attenzione. Sono uscita a vedere chi fosse: due musicisti, un uomo con il contrabbasso ed una donna con la chitarra, due artisti di strada. Sono rimasta ad ascoltarli, lui era davvero molto bravo. Ho sceso i due gradini, lentamente, e mi sono avvicinata. Erano fuori da un ristorante dove la gente stava mangiando e si stava godendo lo spettacolo da loro offerto. Sono rimasta a guardare il contrabbasso, il dehors, la tenda da sole, i tavoli, l'ingresso. Eccolo lì.. quel locale era ancora lì ed io me l'ero completamente dimenticato.
Un tavolo per due, una cena a base di pesce, una compagnia piacevole e distesa, il mio vestito color nocciola con i fiori in fondo. Non l'ho più indossato, quel vestito, dopo quella sera.
Dopo la cena avevamo fatto una passeggiata sulla Promenade, avevamo guardato il mare e chiacchierato un po', prima di tornare in Italia, ognuno al suo letto. Io il mio e lui in albergo.
Ho scattato una foto, Gianna mi si è avvicinata e mi ha chiesto qualcosa, non ricordo cosa.
Io ci sono stata, qui. Ho detto.
Si mangia bene? ha chiesto Ale.
Non so cosa ho risposto, ho sorriso mentre ce ne andavamo per il corso.
Gianna mi guardava interrogativa ed io le ho spiegato "Quel giorno ho deciso che avrei cambiato la mia vita".
Avevo dimenticato Cours Saleya.
Non ho dimenticato tutto il resto.
14:30
Scritto da : cappa gmail
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10/03/2009
Quella notte non passava nessuno di là
Alla fine anche questa giornata sembrava essere passata. Indenne. Forse.
Sono stata molto occupata, il che non mi è dispiaciuto perchè mi ha dato modo di pensare poco al fatto che non mi sentivo proprio in forma. Né fisicamente, né di testa. Ma le cose da fare accavallate una sull'altra, i telefoni che squillavano, i clienti da incontrare... un sacco di cose che, messe insieme, mi hanno fatto arrivare a fine pomeriggio. Con la testa un po' più leggera, contenta di tornare a recuperare il Nano malato che è stato tutto il giorno con il nonno. Mi chiedo se non ci fosse lui come farei. Ero nel traffico, la testa persa nei miei pensieri, quasi liberi dal lavoro, ormai. La Pina e Diego che chiacchieravano alla radio. E poi... questa canzone:
Credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l’acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh
D’un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così...
Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita...
l’amore...
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l’abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso…
ah!
(vocalizzato)
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
meraviglioso
(vocalizzato)
La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso
Di solito cambio canale quando sento questa canzone. Non ci ho mai fatto caso fino ad ora. Subito ho pensato che fosse perchè non amo le cover. Ma poi ho ripensato ad un episodio accaduto alcuni giorni fa che mi ha fatto riflettere. Un compleanno che per diversi anni sono stata convinta fosse prima del mio, che cade l'otto marzo. E dire che diverse volte ho persino inviato un sms di auguri il cinque o il sei!!! Nono.. ti sbagli. Eccheccazz.... non è il sette, ne sono sicura. Il quattro.. no. Il tre... no. Oh... il due non lo è perchè è il compleanno di Bru e avrei fatto associazione di idee. Idem con il primo. Ma porc... è il dieci??? Eh si... Ero un po' spaesata, pensando a come la mia mente abbia letteralmente separato le due cose: il compleanno di una persona amica e il giorno in cui Flavio è morto. Cazzo. Ci ho pensato, mi ci sono arrovellata parecchio. Troppo. E non ho assolutamente memoria del numero dieci. Lo zero totale. Ero straconvinta che fosse il sei. Due giorni di differenza. Ma prima. Invece che dopo.
Quanto tempo deve passare prima che io possa veramente pensarci in maniera serena?
Prima che io possa fare pace con il passato?
Ero ferma al semaforo e la rabbia mi bruciava dentro. Ho messo la prima ed ho accellerato, pensando che quella notte.. no, quella notte nessun angelo è passato da quel bosco per dire ad un ragazzo forse troppo fragile quanto meraviglioso sarebbe stato vivere questi anni anche se a lui sicuramente vivere faceva troppo male.
Caro Flavio, io non so dove tu sia. Ti porto sempre con me perchè non riesco a separarmi da quella bambina che facevi giocare col cappellino sotto all'ulivo dietro casa. E mi piace ricordarti bello come il sole, con quel tuo sorriso grande e gli occhi brillanti, il giorno del tuo diciottesimo compleanno, domenica in cui io feci la Prima Comunione. Ed ho una canzone che mi parla di te. La cantavi sempre, eri un ragazzino ed io ero una bambina. Ricordo che eravamo di sotto, dalla Nonna, sotto al fico. Io ero sulla panchina verde davanti al forno e tu passavi per andare su al parcheggio. Hai fatto una corsetta rincorrendo la Nonna che all'epoca non era ancora malata, era la Donna che noi tutti nipoti abbiamo conosciuto ed amato. Le hai messo le mani sulle spalle e le hai cantato, nelle orecchie "Vincenzo io ti ammazzerò!". Io e Mario ridevamo mentre la Nonna cercava di difendersi dal tuo "attacco". Hai riso e poi hai detto "Ciao Vecchia" e te ne sei andato.
Stasera il tuo ricordo è dolce ed amaro allo stesso tempo.
E ripenso all'equivoco.. e capisco che dentro, nel mio cuore, non ti perdono di avere mollato così. Anche se ti faceva male.
Ma ti voglio bene lo stesso.
23:10
Scritto da : cappa gmail
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01/03/2009
Vapore
Mi spoglio e getto tutto nel cesto della biancheria mentre la vasca si riempie di acqua calda dove ho già versato il bagnoschiuma al muschio bianco. La superficie dell'acqua è già piena di schiuma, la stanza si sta riempiendo di vapore e l'ipod suona la playlist delle canzoni che amo cantare.
Dimmi … sono solo guai per te.
Dimmi … ti sei ricordato che
hai una donna che se non ci sei …
come fa a restare senza te.
Piangi insieme a me dimmi cosa cerchi.
La cambio io la vita che
non ce la fa a cambiare me
bevi qualcosa, se non ti siedi
vuoi far l'amore con me
Mi guardo nello specchio: non ho una bella faccia oggi. Ieri ho lavorato tutto il pomeriggio, avevo alcuni appuntamenti importanti che hanno richiesto la mia massima concentrazione. Non faccio un lavoro fisicamente impegnativo ma ieri sera ero devastata. Sono arrivata a casa ed ho subito acceso il forno e tirato la pizza perchè i miei uomini il sabato sera la gradiscono e visto che si accontentano di veramente poco.. mi fa piacere fargliela. L'avevo già impastata la mattina, quindi in mezz'ora le pizze erano nel forno. La regola vuole che se io cucino, loro sbarazzano. Quindi... sono stata cinque minuti davanti al fuoco ma la schiena ha iniziato a farmi troppo male così sono andata a lavarmi, ho messo il pigiama e mi sono messa direttamente nel letto, con la tv accesa. Sono crollata quasi immediatamente, non riuscivo a tenere gli occhi aperti. Per poi svegliarmi a mezzanotte e mezza con la tv che andava. Ho trovato Ale sul divano che guardava anche lui non so cosa, pensavo dormisse e non fosse venuto nel letto per non disturbarmi. Mi sono rimessa nel letto e poi è arrivato anche lui. Che si è addormentato quasi subito. Io però non riuscivo più a prendere sonno. Mi sentivo dolorante, male alla schiena, male alle gambe, male al collo. Mi sono guardata Sex and the city cambiando posizione troppo spesso, aspettando che arrivasse quella sensazione di intorpidimento che accompagna il sonno. Ma non arrivava ed io ho provato a spegnere lo stesso la tv alle due e mezza passate, sperando di riuscire a prendere sonno. Ma la testa lavorava ancora, avevo l'adrenalina a mille, pensieri che si accavallavano. Non riuscivo a spegnerla 'sta benedetta testa. Quando finalmente la stanchezza ha avuto la meglio, sono caduta in un sonno disturbato da clienti, case, visite in stanze strane... Non ho riposato, mi sono svegliata quasi più stanca di quando non fossi ieri. E tutto questo mi si vede in faccia.
E mentre brucia lenta questa sigaretta
sorrido fingo e ti accompagno sulla porta,
io nei tuoi occhi leggo Scusa un'altra volta
poi la tua schiena si allontana quanto basta
così ti vedo andartene su queste scale
da questo astratto amore, da questo stesso male, che mi fai.
Che cosa c'è da dire cosa c'è da fare.
Siamo due cuori affetti dallo stesso male.
Non c'è niente da dire, niente più da fare.
Portati via le tue valigie, il tuo sedere tondo, i tuoi caffè.
Portati via i fiori finti, la tua faccia, la tua gelosia,
vai via, portati lontano da me.
Mi sono immersa nella vasca ormai piena di acqua calda e la stanchezza sembra andarsene di botto.
Rimango un po' a mollo, mi godo la sensazione di rilassatezza che mi regala l'acqua calda, mi piace starmene con gli occhi chiusi sdraiata nella vasca, con la schiuma che sfrigola e profuma l'aria. Cerco di svuotare la testa dai mille pensieri, cerco di riconquistare quell'equilibrio e quella serenità che ogni tanto mi sono illusa di avere conquistato ma che prontamente gli eventi hanno fatto scricchiolare.
Sono rimasta così, nell'acqua calda e profumata, per un po'. Giocando con la schiuma, massaggiando la pelle con il guanto di crine. Cantando mentre il rasoio sfiorava la mia pelle tesa, mentre le dita massaggiavano la cute sotto ai capelli.
Entrerò nei tuoi pensieri di una notte che non dormi
e sentirai freddo dentro,
entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino
e per quel giorno tu mi porterai con te.
Se hai giocato è uguale..anche se ancora fa male,
ma se hai amato era amore e non è mai un errore.
Era bello sentirti e tenerti vicino,
anche solo nella luce del mattino
In piedi davanti allo specchio nell'aria carica di vapore asciugo vigorosamente la pelle bagnata che poi massaggio con la crema.
Mi guardo e sono sempre io.
Forse un po' meno tesa.
Forse con la faccia meno incazzata.
Forse.
23:35
Scritto da : cappa gmail
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